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che succede a Savona? e in Italia?
2 agosto 2012
L'aria di Taranto

Compagno operaio,

la crisi finanziaria col suo morso ha avvelenato la tua condizione: prima la cokeria, l'altoforno, l'acciaieria erano il pane della tua giornata, erano concretamente lo stipendio da portare ai tuoi cari, mentre ora si spengono una dopo l'altro, lasciandoti sconcertato, solo, fermo.

Caro operaio,

dalla rivoluzione industriale in poi le grandi masse operaie hanno creato il benessere di tutti, a partire dal proprio. Fino a ieri anche voi eravate imbucati alla grande festa del capitalismo.

Fieri e soddisfatti uscivate il weekend con le vostre automobili pagate a caro prezzo, poi tornavate dai picnic con la famiglia nella salubre Taranto che già con la mente e con il braccio eravate pronti a un'altra settimana di lavoro, e così avanti per anni. Stanchi ma contenti. E ora?

Forze ostili, oscure, toghe verdi di furia ambientalista e di invidia per il vostro successo vogliono fermare la nostra fabbrica.

Gentile operaio: l'aria di Taranto è buona! Respirala!

Gentile operaio: una tazza di latte con la diossina ha lo stesso sapore di qualsiasi altra tazza di latte!

Bevila!

E dopo che te la sei bevuta, prova a volare.

Caro operaio, un segreto favoloso è stato taciuto fin ora: tu puoi volare.

Se non ci credi, apri la finestra all'aria di Taranto e prova.

Noi ti ringrazieremo come abbiamo sempre fatto: ergeremo per te una lastra di marmo, nome, cognome, due date e forse anche una foto.


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politica estera
29 febbraio 2012
Liberate Rossella Urru
Rossella ha 29 anni, è laureata in Cooperazione Internazionale e ha deciso di aiutare il popolo Saharawi lavorando in un campo profughi nell'Algeria sud occidentale.
Rossella è stata rapita da una banda armata il 22 ottobre 2011 e da allora si sa pochissimo.
Si sa che a novembre non è stata liberata.
Si sa che a dicembre non era al campo profughi e neppure a casa a festeggiare Natale con la famiglia.
Si sa che a gennaio i media non hanno annuciato il suo rilascio, ma neppure hanno parlato del proseguire del suo sequestro.
Si sa che febbraio è quasi finito e lei è ancora prigioniera.
I mesi passano...
Rossella Urru libera subito.


Adererendo al "bloggin day", un pensiero per Rossella
http://sabrinaancarola.blogspot.com/2012/02/appello-tutti-i-blogger.html?spref=fb

Qui trovate altre informazioni sulla storia di Rossella:
http://www.articolo21.org/4828/notizia/appello-per-la-liberazione-di-rossella.html



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politica interna
16 ottobre 2011
15 ottobre 2011

Ieri era il 15 ottobre, il giorno della manifestazione degli Indignati a Roma. Ieri era sabato e non potendo andare a Roma, e neppure a Genova, volevo vincere non le sirene della globalizzazione finanziaria ma almeno l'inerzia della giornata provinciale, facendo una piccola commissione.

Volevo comprare un paio di scarpe.

C'è una piccola premessa: io odio le scarpe. Come odio anche i vestiti. Nella nostra società scarpe e vestiti sono diventati accessori da sfoggio, perdendo la loro funzione primaria. Rappresentano un'identità fittizia che, coscienti o meno, esprimiamo ad ogni passo. Un'identità superficiale, distorta dal marketing, uniformata e massificata dalla serialità con cui vengono prodotti.

Vale per quasi ogni strumento che utilizziamo, mi si potrebbe obbiettare. Sarà!

Ma in scarpe e vestiti non ho ancora imparato ad apprezzaare quella differenza di Qualita che mi fa comprendere la bontà di uno strumento rispetto agli altri in altri àmbiti, come per le motociclette o le ottiche delle macchine fotografiche.

Ma pure le scarpe mi servono e dovevo andarmele a comprare.

Ieri era la giornata della manifestazione, e così alle 5, prima di uscire, dò un'occhiata alla diretta twitter del sito della Wu Ming Foundation (http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5599), giusto il tempo di leggere di camionette che fanno slalom tra i manifestanti. Accendere la tv e rimanere basito sono un attimo: le stesse scene del G8 di Genova, questa volta in Piazza San Giovanni.

Perchè i poliziotti caricano? Il fumo, le sirene, un manifestante rimane a terra e viene soccorso; vogliono un morto anche stavolta?

Col passare delle ore viene invece a galla una verità banale, che però si presta a più letture: gli incidenti erano stati pianificati da una particella dei manifestanti, autolegittimatisi vendicatori mascherati. Scelta che dimostra la sua arroganza quando implica che a rimetterci siano (probabilmente) solo gli altri.

In questa crisi, come in tutte del resto, bisogna stanare l'errore e affrontarlo con le armi dell'intelligenza, della limpidezza morale, della perseveranza.

Apparire un'ora in mezzo a un corteo di 200'000 persone (implicitamente costrette a diventare -volenti o nolenti- scudi umani) spaccare due vetrine e bruciare qualche auto di privati cittadini a caso sono azioni che non hanno neppure una delle qualità di cui sopra.

E poi, a chi giova tutto questo?

Su alcuni siti di informazione alternativa c'è qualche commento riassumibile in "scintille del fuoco sacro della rivolta". Ottimo. Ma qui non c'è dittatura (se non della mediocrità) e c'è poco da rivoltare. Ci sarebbe piuttosto da riuscire a rendere la vita di tutti i giorni migliore, convincendo i nostri concittadini della bontà delle nostre proposte. Magari con la forza dell'intelligenza, della limpidezza morale e della perseveranza.

E' evidente che l'immagine di spaccavetrine a caso e bruciamacchine a caso è squalificante a prescindere. Sa di squadrismo lontano un miglio. E non mi stupirei affatto se accanto a qualche ragazzino esagitato (che pure credo ci sia) non ci fosse anche qualche infiltrato della polizia o peggio.

D'altra parte, in prospettiva storica, dobbiamo ricordare di essere la patria della strategia della tensione, e non dimenticare chi beneficia (e ha beneficiato) dei "gesti estremi".

Il pomeriggio e la sera sono andati nel vedere e sentire filmati, foto, analisi, riflessioni. La giornata che sembrava poter diventare tragica si è risolta in un più moderato sconforto, tranne che per i feriti.

E le scarpe non sono andato a comprarle.


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29 settembre 2011
3 domande su Lavitola
Visto "Bersaglio mobile" di Enrico Mentana, mi vengono 3 domande:

1 Con che argomenti Lavitola ha convinto Berlusconi che la sim intestata al peruviano non avrebbe potuto essere intercettata? Quali credenziali ha potuto vantare per rendere credibile un'offerta di questo tipo?

2 Quando ha parlato della rovina di Tarantini nell'ultima parte della trasmissione, Lavitola imputava parte della colpa a B. stesso?

3 Si è parlato del fatto che Lavitola avrebbe potuto distruggere la carriera di alcuni notabili del Pdl. C'entra con l'inchiesta giornalistica che dice di aver completato ma non ancora pubblicato sul riciclaggio che parte da Napoli e arriva a S. Lucia? E se Lavitola avesse portato a B. delle cose interessanti, magari notizia di reato, su qualche parlamentare del Pdl B. che avrebbe fatto? Giustificherebbe l'interesse di B. per Lavitola?


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politica interna
4 luglio 2011
3 luglio 2011 - una testimonianza sui No Tav alla Maddalena di Chiomonte

Ieri, 3 luglio 2011, ero in Valsusa a manifestare pacificamente e sono stato testimone di quello che è accaduto.

Oggi su molti giornali, a partire dalle fantasiosissime ricostruzioni di Repubblica, si è parlato di centinaia di black bloc e di violenze organizzate, ma io queste cose intorno alla baita della Maddalena non le ho viste. Ho visto invece migliaia di persone di ogni tipo camminare insieme e cercare di non farsi male per i lacrimogeni che venivano sparati ad altezza uomo.


Partiamo da principio: ieri i cortei in valle Susa erano tre. Arrivando in auto decidiamo di seguire le indicazioni di www.notav.eu e aggregarci a quello di Giaglione. Il corteo avrebbe dovuto sfilare fino al primo blocco della polizia in val Clarea e poi tornare indietro al campo sportivo da cui partiva.

Alla partenza sembra di essere a una fiera paesana: ci sono le bancarelle, ci sono moltissime persone anche anziane, ci sono bambini, c'è chi porta a mano la sua bicicletta. La strada presto diventa un sentiero che si inoltra nel bosco, ma non ci sono le orde barbariche descritte poi da qualche giornalista: semplicemente la fila di persone rallenta e si incanala in un bel sentiero interpoderale provvisto di segnavia (non certo una traccia conosciuta solo dai locali...), in un'avvenimento a metà tra la manifestazione di piazza e la gita del CAI.

Dopo qualche decina di minuti di questo lento avanzare, un bivio ci porta a risalire il pendio della montagna: un ragazzo col megafono avvisa che la baita che era il vecchio presidio (quello con il camper del Movimento 5 stelle piemontese) è stata riconquistata (in maniera pacifica e senza scontri), dunque "ci dirigeremo là per fare merenda" (testuale).

Il corteo sale e ridiscende la collina, e in questo momento si iniziano a sentire dei botti che sembrano spari."Da dove arriva?" ci si chiede un po' preoccupati, ma apparentemente tutto si svolge dall'altra parte della valle e guardandoci l'un l'altro, avendo intorno persone pacifiche, non si riesce a immaginare di poter esser noi il prossimo bersaglio.

Passato un ponte dove c'era una vecchia barricata dei no tav, si arriva finalmente alla baita, e lì ci fermiamo tutti a bere e mangiare (è mezzogiorno).

Oltre la baita partono due sentieri: uno in salita in fondo al quale si vede il fumo dei primi lacrimogeni levarsi, l'altro in discesa porta sotto il viadotto dell'autostrada, teatro -ci sembra- di una battaglia campale.

Per vedere meglio cosa succede e fare delle foto, prendiamo il sentiero in salita: fatti solo pochi passi sentiamo urlare "Un dottore, un dottore!" e un attimo dopo passano dei ragazzi che portano a spalla un signore di 60 anni sanguinante, con un buco in una coscia dal quale si vede il muscolo. Non era un black bloc, era in pantaloncini e maglietta, una persona assolutamente normale e non alla ricerca dello scontro (giudicate voi: è il 14° di questa fotogallery http://multimedia.lastampa.it/multimedia/torino/lstp/62315/). Alcune ragazze sono sotto shock e si allontanano. Noi ci fermiamo lungo questo sentiero e capiamo che circa 100 metri oltre, dopo uno scollinamento, c'è una barricata della polizia. Dopo poco ecco passare un altro ferito, un ragazzo con casco e maschera antigas. La sua attrezzatura non è completamente immotivata: lassù c'è una specie di battaglia, da una parte tirano fumogeni come se fossero razzi e dall'altra si gettano pietre alla cieca. Noi, lontani dagli scontri, ci sentiamo al sicuro, siamo a volto scoperto, non abbiamo armi e neppure intenti bellicosi, altri come noi si guardano intorno e cercano di capire che succede, fanno video e foto.

Dal sentiero abbiamo vista aperta su ciò che accade nella valle: l'autostrada è vuota se non per qualche camionetta della polizia, gli agenti stanno sopra il viadotto e da là sparano lacrimogeni sui manifestanti giu in basso (cosa che si ripeterà più volte durante la giornata, anche quando nella valle ci saranno signore anziane e bambini), a botte di 4-5 la volta. Partono i cori "vergogna vergogna" al loro indirizzo. Qualche secondo e abbiamo la sgradevole sensazione che qualcosa ci sfiori: non sono però lacrimogeni perchè fumo non se ne vede. Un attimo dopo vediamo un proiettile (un sasso? un proiettile di gomma? un lacrimogeno non innescato?) mancarci di poco e finire alle nostre spalle: una ragazza urla, dev'essere stata colpita al petto, un ragazzo la aiuta. Tutti scappano velocemente e ci chiediamo: perchè spararci addosso quando è evidente che siamo lontani dagli scontri? E' lecito sparare ad altezza uomo, solo per colpire?? (ci sono video in internet che documentano i tiri ad altezza uomo: http://www.youtube.com/watch?v=jUbiJg2saE0)


Questo è stato l'inizio della lunga giornata di assedio al cantiere della Maddalena, durante la quale vedremo un tiro continuo, incessante e sproporzionato di lacrimogeni (il cui fumo però tornava verso i lanciatori: vento valsusino..), un principio d'incendio causato dai fumogeni della polizia e spento dopo venti minuti dai vigili del fuoco (a cui viene tributato un "i pompieri li rispettiamo"), la valletta precedentemente teatro di guerriglia riconquistata finalemente dalle famiglie. Centinaia di cittadini, giovani, anziani, mamme e papà con i bambini, hanno partecipato all'assedio simbolico, incuranti delle centinaia di lacrimogeni che la polizia ha sparato anche senza motivo (come alla fine di questo video: http://www.youtube.com/watch?v=CIOLkwf8GE8) e delle pietre che qualcuno cercava di restituire al cantiere.

Prima di concludere, trovo spazio per rispondere a una serie di baggianate pubblicate dai media:

no, non c'erano centinaia di black bloc, men che meno stranieri;

no, nessuno di quelli che ho visto aveva roncole nè lanciafiamme (!?); 

no, non ho visto gente con caschi e maschere antigas, escluso qualcuno a cui prendere un lacrimogeno in testa o intossicarsi a causa dello stesso pur trovandosi a 100 metri dalle recinzioni non desse davvero fastidio;

no, almeno sul lato del cantiere era materialmente impossibile ferire centinaia di poliziotti (la polizia, protetta da reti e filo spinato, era diversi metri più in alto dei manifestanti ), era invece possibile il contrario, cioè tirare in testa ai manifestanti liquidi vari, pietre, bottiglie di plastica, e questo è puntualmente avvenuto (qui i video: http://www.youtube.com/watch?v=Ku_RcFJlaPc http://www.youtube.com/watch?v=heRbnJfTGvQ)


Non mi metterò ora a discutere approfonditamente i motivi che hanno portato a tutto questo, ma vorrei però far notare che queste scene di guerriglia inconsuete per un paese civile sono accadute perchè non si è ascoltata la popolazione locale e si è cercato di imporre "a scudo e manganello" un progetto inviso alla gente del luogo. Bisogna che l'Italia scelga: o decidono i cittadini o decidono le lobby di affaristi. E nel secondo caso, con un buon accento valsusino si potrebbe dire: a sara dura!!!


Dedaf99




(immagine del 3 luglio trovata sul sito su www.carta.org)

4 luglio 2011
3 luglio 2011 manifestazione no tav
Le prime impressioni sulla manifestazione no tav che ieri è partita da Giaglione e si è conclusa alla baita, vicino al viadotto dell'autostrada.

Alla centrale non so cosa sia successo, so per certo che dalla parte della baita la polizia ha sparato centinaia (centinaia!) di lacrimogeni da dietro le recinzioni e ha tirato oggetti (pietre? bottiglie di plastica?) giù dal viadotto dell’autostrada.
So per certo che un signore non troppo giovane è stato portato via con un buco (un buco!!!) in una gamba prodotto da qualcosa che gli avevano sparato, e questo pochissimi minuti dopo che il corteo era arrivato alla baita e dunque prima di qualsiasi possibile scontro violento tra manifestanti e polizia.
So per certo che la polizia ha sparato da subito ad altezza uomo, non so se proiettili di gomma come si diceva o lacrimogeni che non si sono innescati, ma qualcosa fischiava vicino alle teste di chi c’era e poi arrivato a terra non faceva fumo. So che oltre che ad altezza uomo i lacrimogeni sono stati sparati anche dal viadotto, direttamente verso le teste di quelli che erano sotto (e c’erano anche signore di una certa età e bambini).
Tutto questo aveva come unico scopo proteggere un progetto economico: non vedo come tutto questo si possa chiamare democrazia.
SOCIETA'
15 giugno 2011
17 giugno: tutti in piedi!
Venerdì, per il 110° anno della Fiom, serata di festa a Bologna 
con Michele Santoro, Vauro, Serena Dandini, Marco Travaglio,
Maurizio Crozza, Antonio Ingroia, Max Paiella, Daniele Silvestri,
i Subsonica e... non vi bastano?!?

Se volete maggiori informazioni cercatele qui: http://www.tuttiinpiedi.it/index.html



politica interna
1 giugno 2011
Sì vota.
TECNOLOGIE
10 maggio 2011
Apocalittici e intemerati
Sembra che quando si parla di web ci si debba dividere sempre in due gruppi: chi ne riconosce le potenzialità di comunicazione orizzontale e di facilità nel trovare informazioni e chi, invece, ne mette in luce le criticità riguardanti la privacy (violabile), l'alienazione (che genera), la superficialità (nei "discorsi da social network" ma anche durante la lettura e la raccolta di informazioni), ecc.


Come spesso succede, la verità sta nel mezzo (non nell'accezione di McLuhan).
D'altra parte è bellissimo leggere articoli apocalittici come questo (http://www.alfabeta2.it/2011/05/08/i-guri-pentiti-rileggono-mcluhan/#more-1291) e chiedersi fino a che punto dicano qualcosa di interessante.
Per neutralizzare la prima salva di critiche , sulla banalità dei blog in generale, basta la risposta più semplice: tutte le persone hanno bisogno di comunicare, ed effettivamente comunicano, ma la scelta di cosa (e chi) star a sentire influenza l'effettività (nel senso di Dressler) della comunicazione.
In altre parole: guardi un programma di Maria De Filippi? Non stupirti se sei nel regno della banalità. Notalo, esecralo e cambia canale, forse troverai qualcosa che meriti la tua attenzione.

Allo stesso modo: se tu affidi i tuoi dati, le tue idee, il tuo alter ego virutale, a nonsaibene chi, non lamentarti se non ne farà buon uso. Prima di far qualcosa informati sui meccanismi che lo regolano, sui soggetti che vi agiscono, cerca le risposte prima di imbarcarti nell'impresa, seguendo un normale criterio di precauzione.


Sulla sostanza della Rete, bersaglio di altre critiche, io sono più ottimista (pur comprendendone i pericoli oggettivi e non attendendo le "magnifiche sorti e progressive" da alcunchè).
La possibilità del web (e forse della democrazia tout court) non stanno nell'offrire un singolo e definitivo prodotto, ma nella possibilità di creare qualcosa dal basso e migliorarlo per successivi affinamenti, prestando solo attenzione al fatto che rimanga plurale e accessibile a tutti.
(plano dolcemente oltre i discorsi sul digital divide: restiamo all'interno dei confini della comunità informatizzata, attualmente inclusiva, almeno in occidente).
Francamente, non riesco a capire come l'accresciuto numero di fonti d'informazione possa trasformarsi in una limitazione: con un altro semplice concetto -quello del libero arbitrio- si può superare l'impasse legata ai possibili effetti negativi. Si abdicano le proprie capacità critiche? Non è colpa del mezzo, ma di noi stessi. E anche chi non trovasse stimoli sufficenti nella Rete può tagliare felicemente il nodo gordiano tenendosene fuori, con buona pace di tutti, a partire da lui medesimo che probabilmente ha qualcosa di più interessante da fare.
 (l'alpinista Manolo, in una recente -bellissima- intervista alle Invasioni Barbariche
, ha detto che se deve scegliere tra lo schermo che lo porta su internet e i boschi che stanno alle sue spalle, sceglie i boschi: come dargli torto? )
Lamentarsi delle derive narcisistiche e stupide della tecnologia (e dell'umanità che le sta dietro) può essere interessante ma forse un po' arido.Quello che possiamo fare singolarmente, ed è più difficile, è informarci sui problemi e decidere quale condotta tenere.
Come al solito nella vita, insomma.



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sentimenti
3 maggio 2011
Liguria, aprile 2011, pomeriggio
Col caldo ed il sole tutto cresce e fiorisce.
Prendi ad esempio le colline, svestite del brullo abito invernale, si adornano ora di verdeggianti piante ed arbusti, coprendo succintamente la loro pelle di pietra.
Prendi ad esempio le spiagge: sciolte e rimescolate dalle mareggiate invernali, dalla loro piccola radice di cemento ricrescono, si rimpolpano e  finalemente si ripopolano, un weekend via l'altro, un ripascimento dopo l'altro.
Prendi anche i palazzi in costruzione, scheletri orrendi, grigi e bagnati per l'intero inverno, ora inverminano di operai (indaffarati, innocenti e perennemente privi di maglietta, contro ogni indicazione dell'OMS) che li innalzano a suon di martellate tonanti, le quali, sul filo del vento, giungono fino al mio letto, dove supino mi rivolto mentre già starei dormendo.

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politica interna
26 gennaio 2011
Ma Pigi Battista ci fa o ci è?

Questo intervento avrebbe potuto intitolarsi anche "Dell'odio giustificato" oppure "Spezzate le catenine". Ma veniamo ai fatti.

Il mio turbamento (termine in voga, di questi tempi) nasce dall'aver letto un articolo di Paolo Flores d'Arcais che rimandava a ciò che ha scritto oggi Pierluigi Battista sul Corriere. Forse pensavate di  potervelo perdere ma rimarrete delusi, ecco cos'ha scritto:

Umberto Saba, dopo la batosta del ’48, inveì contro l’orrore della «porca Italia» che aveva osato votare contro gli auspici del grande poeta. Sono invece quindici anni che si replica stancamente il rito dell’invettiva contro alcuni milioni di elettori considerati l’Italia peggiore, ripugnante, corrotta, sciocca, incolta, «barbara». Ora Andrea Camilleri, su MicroMega, porta a compimento la deprecazione indignata contro «l’homo berlusconensis». Non contro Berlusconi, come sarebbe normale per chi lo avversa, ma contro chi lo vota. Disprezzare chi ha contratto il vizio morale di votare contro la tua parte ha un duplice, tonificante effetto. Gratifica l’Ego di chi si sente superiore e si considera titolare del diritto di far parte honoris causa dell’Italia dei «migliori».
Consente inoltre di autoconsolarsi, attribuendo le ragioni della sconfitta non già ai propri errori, ma alla tara genetica degli italiani incapaci di apprezzare chi, incompreso, meriterebbe un destino più favorevole. È una forma di superbia antropologica, che Luca Ricolfi già chiamò (inascoltato) «razzismo etico», che talvolta assume forme macchiettistiche. E infatti non c’è figura più patetica di chi, sentendosi parte di un’aristocrazia spirituale non contaminata dalle bassezze del popolo volgare e grossolano, fa di questa presunzione un titolo di cui vantarsi. Una presunzione, tra l’altro, del tutto arbitraria. E immeritata. Questo sussiego è talmente insopportabile che una parte dell’elettorato, pur di non consegnarsi nella mani della casta dei «migliori», preferisce affidarsi a chi, almeno, non ne fa oggetto di disprezzo e di disgusto antropologico. Se ci si chiede come mai non parta nell’elettorato berlusconiano una vigorosa «rivolta morale» nei confronti della deplorevole condotta del suo leader, pochi alfieri dell’antiberlusconismo antropologico sono disposti a concluderne che l’alternativa proposta a quell’elettorato non è poi così attraente come appare agli occhi degli ottimati. E perciò, come in un circolo vizioso, gli ottimati afflitti dal «complesso dei migliori» trovano in ogni sconfitta l’ennesima riprova del loro assunto: essendo il popolo bue e puerile, massa di manovra imbottita di spot pubblicitari e dunque vulnerabile ai richiami incantatori del Nemico, ergo la minoranza colta e illuminata non potrà che andare incontro a un numero impressionante di sconfitte. Si tratta di un tic mentale per la verità molto più diffuso tra gli intellettuali, gli attori, i comici, gli scrittori, i cantanti che non tra i responsabili dei partiti. A differenza degli intellettuali, infatti, chi ha una responsabilità di partito sente la mancanza di consenso come una maledizione e il recupero del consenso come una missione ineludibile. Ma molto spesso sono gli intellettuali, anziché i leader di partito, a dettare il «tono» generale del discorso, a fissare le priorità emotive del popolo che si riconosce nell’opposizione. Tanto che i leader politici appaiono sempre in difesa, come se dovessero rincorrere l’oltranzismo verbale di chi, nel grido di disprezzo verso l’Italia «inferiore» degli altri, sente vibrare le corde della piazza, le ovazioni dei seguaci, il ruggito del «popolo contro». Ecco perché il razzismo antropologico, oltre a essere una malattia culturale, rischia di diventare anche un permanente e invalidante handicap politico. Invece di conquistare il consenso e strapparlo all’avversario, perpetua una divisione insanabile con la parte maggioritaria, ma corrotta, dell’elettorato. E perciò consegna per sempre quella fetta del popolo tanto disprezzato all’egemonia berlusconiana tanto deplorata. Un boomerang micidiale, che prolungherà i suoi effetti anche alla fine di questa lunga stagione politica di bipolarismo primitivo e di guerra civile strisciante. Quando le due Italie, oggi divise da un muro di disprezzo e di ostilità, dovranno ricominciare a parlarsi.

Dunque, credo voglia dire Pigi, non prendetevela con i chi ha votato Berlusconi, anzi non criticateli. Hanno votato per 20 anni B. solo perchè gli si diceva, prove alla mano, di non farlo.

In realtà ci vorrebbe un passo indietro (altra locuzione abusata, ne convengo) da parte dei berlusconiani stessi. Magari un'abiura. O magari provare a ricordarsi di chi è e cosa fa B. quando si sarà dentro alla cabina elettorale la prossima volta. Perchè se una parte maggioritaria dell'elettorato italiano (intorno al 30% del totale degli italiani) ha votato B. fin ora non sono solo "affari loro" giacche l'Italia che Berlusconi e i suoi si trovano ad amministrare non è né loro né della loro parte politica, ma di tutti i cittadini italiani. Chi lo ha votato non è certo un colpevole assoluto, ma diciamo che avrebbero potuto e dovuto informarsi meglio.

Chi vota Berlusconi arriverebbe davvero al colmo se scoprisse dopo 20 anni che il suo leader non è tutto questo stinco di santo che credeva, per il "solo" fatto che va con le minorenni: B. dal punto di vista della salvaguardia del bene comune e del rispetto della democrazia (i motivi per cui un politico andrebbe votato, immagino) ha fatto cose ben peggiori, a partire dalla scarsissima selezione della classe dirigente (chi ci avrebbe potuto regalare un Cesare Previti ministro della Difesa - 5 anni di reclusione in appello per corruzione al processo SME; 6 anni, pena definitiva, per corruzione al processo IMI SIR; un anno e mezzo, pena definitiva per il lodo Mondadori, interdizione perpetua dai pubblici uffici- una Iva Zanicchi europarlamentare, un Dell'Utri -7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa- senatore, uno Scaiola ministro a sua insaputa, o anche solo una Nicole Minetti consigliere regionale), alla vicinanza ad esponenti mafiosi quali quel Mangano che faceva lo stalliere ad Arcore, alle volgari piazzate reiterate ad ogni summit internazionale, alle leggi ad personam (siamo a quota 80, dice Marco Travaglio), alle varie leggi vergogna approvate durante i suoi 4 mandati.

Per finire, tornando all'assolutorio Pigi, m'immagino come avrebbe apostrofato di "razzismo etico", di "superbia antropologica", di "razzismo antropologico" anche Antonio Gramsci, che, sprezzante quanto profetico e addirittura attuale , così scriveva nel 1917:

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.



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POLITICA
3 luglio 2010
L'escalation del PD savonese
Le ultime due settimane sono state ricche di passione (soprattutto nel senso di sofferenza) per il PD savonese, percorso da una lacerante guerra intestina.
I due contendenti alla seggiola di segretario savonese del partito hanno dato fuoco alle polveri e la battaglia è stata dura, senza esclusione di colpi. Poco mancava che anche la seggiola avesse la peggio.
Solo il loro grande senso di responsabilità ha evitato la catastrofe, ma non è bastato purtroppo a disinnescare l'escalation di dichiarazioni sempre più grosse, più elettorali, più irreali.
Ne riporto una piccola cronistoria, acciocchè vi rendiate conto del livello di saggezza che questi due contendenti, insieme ai rispettivi supporters, sono riusciti a distillare.

24 giugno: il sindaco di Millesimo Righello fa giungere il suo apprezzamento per la candidatura della Giuliano. Non si capisce se la sta prendendo in giro.
Stralci del comunicato:
"Monica Giuliano rappresenta certamente quel sano sentimento che trova il suo radicamento negli iscritti del PD ed in senso più generale nei cittadini savonesi. La sua candidatura nasce infatti sulla base di un programma condiviso ma soprattutto dall’idea di un partito plurale e dei territori, dove il segretario non è “un uomo solo al comando” ma è la sintesi di una rete di valori, di capacità e ricchezze dei propri iscritti e delle vocazioni di tutti i territori.

Il segretario provinciale che ho in mente deve avere le capacità di decidere saggiamente. Ascolto e decisione debbono essere la base dell’operato del leader. La decisione saggia ed efficace può arrivare non prendendola in solitudine all’interno di una stanza, ma attraverso una sensibilità all’ascolto ed al confronto ed un conseguente, determinato ed incisivo supporto alle scelte.
Per queste ragioni preferisco un partito che definisco con le finestre aperte, dove le aspettative del territorio entrano e vengono percepite.

Monica ha maturato accanto ai migliori amministratori pubblici del savonese una grande esperienza ed ha fatto proprie le sfide di uno sviluppo socialmente ed ambientalmente compatibile."

Forse non parliamo della stessa persona. La Giuliano che vive sulla terra, al consiglio comunale del 28 luglio 2008, mentre era vicesindaco, si lamentava che "con questo rumore non si riesce a lavorare", dove il rumore erano le centinaia di persone che protestavano fuori dal consiglio comunale (per quell'occasione a numero chiuso!!!) in cui si dava il via libera alla Maersk. Un bell'esempio di  sviluppo socialmente ed economicamente compatibile. Democratico.


24 giugno: candidatura della Sacconi, poi rivelatasi un bluff. Resta però una dichiarazione degna di nota sulla Giuliano:
Vuol sapere perché intendo contrapporre la mia candidatura a quella della Giuliano? Perché mi è capitato, una volta, di chiederle cosa ne pensasse di un certo argomento, e di sentirmi rispondere: “Non lo so, non ho ancora sentito Peluffo”. Ma che risposta sarebbe? Quando qualcuno deve chiedere a qualcun altro per decidere cos’è che pensa…c’è qualcosa che non funziona.


25 giugno: da IVG.it la "piattaforma programmatica" (sic!) di Monica Giuliano:
" in primis l’ambiente con il no categorico all’ampliamento di Tirreno Power, lo sviluppo della cosiddetta “green economy” (come per la piattaforma container di Vado Ligure)..."
La green economy. Cosiddetta. Da incorniciare.

25 giugno: arriva tramite facebook l'appoggio alla Giuliano di 116 donne savonesi non troppo convinte.  A metà del testo il velato avvertimento: "Questa volta sosteniamo la candidatura di Monica Giuliano..." come a dire: la prossima volta chissà. 


1 luglio
: il giorno delle votazioni. A Ceriale nessuno vota: i 12 iscritti che si presentano decidono per protesta di non ritirare le schede. La motivazione: “Non ci è piaciuto il modo in cui sono emerse le candidature, che sono state fatte piovere dall’alto senza interpellare il territorio. Si è cercata una candidatura unitaria senza però ascoltare la base degli iscritti”.


2 luglio: intervista alla sconfitta Giuliano:
"La mia candidatura ha risvegliato la partecipazione degli iscritti."
A stretto giro di posta la risposta degli esperti: "Si trattava di sonnambulismo".



3 luglio
: ultima uscita di Di Tullio, riguardo il porto della Margonara:
"Mi pare che dobbiamo prendere atto che è necessaria una riflessione: non riusciamo ad inserirlo in quella zona tra Savona e Albissola per le problematiche ambientali e quindi dobbiamo ri-ragionare su dove metterlo."
Come per la piattaforma, è molto gettonata tra le persone di buon senso una risposta pratica ma non troppo elegante. La immaginate da soli?


SPORT
29 giugno 2010
Fino al 31 agosto
Dal sito Vodafone, sezione Piani e Promozioni, pagina Summer Card Parole

"Con Summer Card Parole ti viene attivato gratuitamente Vodafone Passport per chiamare dall'Europa con la tua tariffa nazionale e con solo 1€ in più a chiamata.
Fino al 31 agosto il Sudafrica rientra nella Zona Europa!"


E poi?
Vuoto a perdere?

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22 giugno 2010
ilfattoquotidiano.it è momentaneamente offline



Il sito veniva messo oggi online... ma ha trovato qualche problemino di sovraffollamento.
Ora come ora se provate a collegarvi ricevete solo una pagina bianca, mentre verso le 13 si trovava una pagina con l'immagine qua sopra
Sembra dunque escluso che si tratti di un attacco attacco DoS pilotato da qualcuno non troppo contento del loro lavoro...
Incrociamo le dita! :)


aggiornamento: info sulla situazione si trovano nella loro pagina di facebook:
http://www.facebook.com/ilFattoQuotidiano?v=wall





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18 giugno 2010
Saldature

Gianni De Gennaro, ex capo della polizia, è stato condannato in secondo grado per aver chiesto ad un altro poliziotto, l'ex questore di Genova Colucci, di testimoniare il falso per alleggerire la propria posizione nei processi che seguirono il G8 del 2001.
Fin qui le cose serie.
Poi uno inizia a leggere le reazioni della politica e rimane basito. 
Da adnkronos.com:

    Per il Pdl si tratta di una ''sentenza ideologica''. "Sentenze di questo tipo delegittimano completamente la magistratura - sottolinea Jole Santelli, vice presidente del gruppo Pdl della Camera -. Rimane il punto che il prefetto De Gennaro ed alcuni uomini delle Forze dell'ordine, simbolo della lotta alla criminalità del nostro Paese, rappresentano il meglio delle istituzioni italiane''


... e se questo è il meglio, figuriamoci il resto.
Poi continuando a leggere e l'atmosfera cambia, vira al comico-grottesco:

    Mentre la parlamentare del Pdl Isabella Bertolini parla di ''ennesima vendetta in nome dei no global nei confronti di fedeli servitori dello Stato".


Eh già, come non convenire con la chiarissima Bertolinii? Troppe volte è già accaduto che queste due categorie così affini, giudici e no global, si saldassero e facessero fronte comune contro inermi servitori dello Stato.
Proviamo a seguire la ricostruzione che suggerisce l'arguta Bertolini: l'infida congrega dei giudici, fiancheggiati probabilmente dagli altrettanto diabolici PM, stringono in quei giorni un'alleanza tattica con il movimento no global. L'intento è chiaro: sputtanare i vertici della Polizia.
Il piano, come vedremo, riesce benissimo.
Accade dunque che decine di migliaia di no global (tra i quali erano nascosti vari talebani, Wally e agenti dei servizi segreti comunisti) scendono in piazza col solo intento di provocare i nostri ragazzi delle FFOO, i quali -poverini- per un po riescono a trattenersi, ma alla fine, paonazzi, cedono e prendono a manganellate a destra e a manca, chi scappa e chi è in terra, insomma proprio tutti, come si conviene a forze dell'ordine realmente democratiche.
Quando il capo, con profondo senso del dovere, cerca di consolidare il modesto vantaggio di 1-0 ottenuto in piazza ordinando la spedizione punitiva notturna alla Diaz, non sa di essere caduto nel tranello di giudici e no global.
E non lo immagina neppure quando, appellandosi al sacro vincolo dell'amicizia, chiede così en passant di aggiustare un po' le maldestre dichiarazioni su responsabilità, catena di comando etc. rilasciate dall'incauto Colucci di turno.
Omissioni e rettifiche che non chiederebbe certo per tornaconto personale. No, in ballo c'è un ideale molto più elevato e puro: il "senso dello Stato", concetto che declinato all'italiana si legge "quel che è Stato è Stato, scurdammoce o passato" cioè che la Polizia non si processa per quel che eventualmente combina.
Purtroppo il piano di giudici e no global ha funzionato e la vendetta è arrivata, amarissima: il candido De Gennaro, capo della Polizia, si becca 1 anno e 4 mesi per induzione alla falsa testimonianza, il suo sodale Spartaco Mortola per lo stesso reato 1 anno e 2 mesi.
E questi sono i migliori.



Altre info:
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2010/06/18/AMfb1InD-condannato_intercettazioni_decisive.shtml


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12 giugno 2010
Schifani dice "Serve una nuova forma di governo", quali ci rimangono?
2+2
Il presidente del Senato Schifani (!), lamentandosi del fatto che "Abbiamo una Carta costituzionale formale che è diversa da quella reale e dalla volontà dei cittadini" dice testualmente: "Dobbbiamo fare in modo che questa sfasatura possa essere rimossa e annullata... lo possiamo fare con una riforma costituzionale che introduca una nuova forma di governo".
Secondo voi su cosa punteranno? Certo, le percenutali non sono dalla nostra...
(forme di governo da wikipedia)

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ECONOMIA
12 giugno 2010
Fiat voluntas tua
Oggi parliamo di made in Italy, di quelli che se ne riempiono la bocca ad ogni momento, che se ne fregiano (nell'accezione di Petrolini però) e che ci vogliono convincere che sono italiani proprio come te e viva la repubblica compra da loro, ma che quando vai al dunque, all'operaio, al posto di lavoro, chiariscono qual è il senso del loro made in Italy e ci fanno conoscere la loro geniale, innovativa, padronale interpretazione della globalizzazione: vogliamo produrre in Italia, ma con delle garanzie per i lavoratori molto vicine a quelle del terzo mondo.
Altrimenti chiudiamo lo stabilimento.
Parliamo ad esempio della Fiat, azienda torinese che quando ci penso più che Elkàn mi viene in mente Zulu:

 "ma a Agnelli c’è piaciuto
’o lavoro ’e l’emigrato pacche scassate
famiglie disgregate e a Torino Milano
napulitano terrone e ignorante
magnate ’o sapone lavate cu l’idrante
e tuornatenne a casa felice e cuntento
ce he fatto fà’ ’e miliardi e nun he avuto niente "

(Napolì, Curre curre guagliò della 99 posse)

Fiat dicevamo, la quale per aumentare la produttività, o per fame di profitto, o forse per sadismo schietto?, vuole far approvare delle notevoli modifiche al contratto dei lavoratori di Pomigliano d'Arco, e per questo ha bisogno della firma dei sindacati.
La proposta è così fatta: Fiat lancia "la carota" della promessa di un grosso investimento per produrre in loco il futuro modello di Panda, brandendo però anche "il bastone" della possibile delocalizzazione della produzione qualora le sue richieste non venissero esaudite.
Insomma: o firmate o i 5000 che lavorano in fabbrica se ne stanno tutti a casa.
I sindacati sembrano tutti accettare le modifiche, tutti tranne la Fiom.
E come mai la Fiom non accetta le modifiche?
Leggete qui e lo scoprirete:
http://www.rassegna.it/articoli/2010/06/07/63325/fiat-fiom-trattiamo-ma-non-su-leggi-e-contratti

Strano che la Fiom si sia opposta all'accordo, davvero molto strano, sembra quasi che un sindacato faccia gli interessi dei lavoratori. Gli altri 4 invece di chi fanno gli interessi?




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politica interna
5 maggio 2010
Solo in Italia: impunità per gli autisti dei politici
Solo in Italia, e in Italia solo nel Partito della Libertà (e dell'Amore, che vince sempre sull'odio e sull'invidia), c'è qualcuno che può pensare di chiedere la COMPLETA IMPUNITA' per gli autisti di auto blu. Cioè possono fare quel che gli pare e magicamente non perdere neanche un punto della patente. Autore della geniale trovata è il Senatore (!) Cosimo Gallo, che non contento ci spiega anche il motivo della legge: "Spesso è il politico a chiedere all'autista di accelerare, magari perché l'aereo è arrivato in ritardo e c'è un appuntamento importante. Non è giusto che la fretta del datore di lavoro ricada sull'autista".
Ma vi sembra possibile? Che schifo.
Persa la speranza del fatto che si trattasse di un pesce d'aprile, rimane un gran magone su come questi qua possano mai gestire la cosa pubblica.


Clicca qui per l'articolo di Repubblica.




Rettifico per correttezza: non si parla di impunità completa: si vuole fare una seconda patente per gli autisti di auto blu, slegata dalla prima, quella normale privata.
La logica della legge non perde nulla della sua insensatezza; nei fatti l'assurda giustificazione che alle dipendenze di un politico si possa sgarrare impunemente le norme che gli altri sono costretti a rispettare c'è lo stesso.
Per confronto: i tassisti non hanno la doppia patente.

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28 aprile 2010
Vaccarezza si vergogni
Quando un'intera piazza, radunatasi in occasione del 65° anniversario della Liberazione, ti fischia, qualcosa dovresti domandarti.
Il signor Vaccarezza, presidente della provincia di Savona ed esponente del pdl, invece attacca a testa bassa, tattica probabilmente congenita agli esponenti del berlusconismo. E, come è tradizione, supera senza fatica ogni limite del ridicolo.
Innanzitutto: quando fai parte di un partito che si è posto come obbiettivo per i prossimi anni il cambiare la costituzione frutto di quella Resistenza che sei li per celebrare, o sei un ipocrita oppure i fischi te li meriti tutti. Se non altro perchè sei rappresentante di quella parte politica che, forte dell'appoggio del 27% degli aventi diritto al voto (il 18% degli italiani), ha l'arroganza di voler cambiare la legge fondamentale dello Stato. E Vaccarezza forse non capisce che la piazza voleva rendere omaggio a chi lottò per conquistare la Costituzione, non a chi la vuole cambiare per i suoi interessi di parte. Questo è il nocciolo della questione, senza ricordare gli ex e neo fascisti che col partito dell'amore sono sempre andati a braccetto.
Ma questo Vaccarezza un sorriso riesce quasi a strapparcelo: quando se la prende con le bandiere.
Dice che gente che ha tali bandiere non può dargli lezioni di libertà, e se si trattasse della libertà che propone il suo partito fin dal nome, evidentemente una libertà corrotta e adulterata, può darsi che abbia ragione: è l'errore logico introdotto dal berlusconismo, parli di libertà e pensi al partito.
Però il caro Vaccarezza qua casca proprio male: le bandiere in mano ai suoi contestatori sono quelle palestinesi, anarchiche e sovietiche, senza dubbio appropriate alle lotte per la Libertà.
Se per capire le bandiere palestinesi non gli bastano i parallelismi tra la nostra Resistenza e la loro lotta di liberazione dall'occupazione straniera, per non capire quelle anarchiche e sovietiche ci voleva proprio Vaccarezza. 
Al nostro sarebbero infatti bastate poche letture, anche superficiali, anche distratte,  per sapere che gli anarchici negli '30 e '40  del secolo scorso, più attivi e numerosi di oggi (purtroppo, vien da dire), misero letteralmente mano alla bomba contro le dittature franchista e fascista.
E ci potrebbe spiegare l'acuto Vaccarezza perchè, alla festa della Resistenza (!), non bisognerebbe sventolare i vessilli dell'Unione Sovietica, Paese che sacrificò 20 milioni di persone alla lotta contro i nazi-fascisti (per confronto: Usa e GB nella seconda guerra mondiale ebbero 0,3 milioni di morti, la Germania sconfitta 5) e che liberò mezza eurora? 
Io non ero in piazza a fischiarla domenica, Vaccarezza, ma mi associo a quei fischi perchè è evidente che lei il 25 aprile della Liberazione non sa proprio da dove sia arrivato.
politica interna
24 aprile 2010
25 aprile 2010: la Resistenza ieri e oggi
Per la ricorrenza del 25 aprile pubblico un brano audio che credo significativo e quanto mai attuale in questo periodo di barbarie politica e sociale.
E vorrei anche ricordare uno di quelli che per quel 25 aprile di Liberazione combattè, cioè l'oratore che pronunciò le frasi che ascolterete: Sandro Pertini illuminante, immensa figura di uomo, partigiano e politico.



12 aprile 2010
Lenitivi alla disfatta
Per cercare di compensare il magone politico-socio-esistenziale successivo al nefasto esito delle elezioni regionali ("A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli."  Apocalisse di Giovanni, probabilmente riferita all'attentato di Tartaglia e a Licio Gelli), vi segnalo un bel testo trovato in rete: buona lettura.

Nella bocca di Milano di Giuseppe Catozzella (trovato su Nazione Indiana)
politica interna
6 marzo 2010
Napolitano firma il decreto che riammette le liste del pdl: ecco la democrazia
"Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall'ufficio competente costituito presso la corte d'appello di Milano", così trovo riportate le parole del capo dello stato nella pagina dell'Ansia.
Resta da capire come queste parole si sposino con quella minuzia, chiamiamola consuetudine?, che vuole che la legge sia uguale per tutti. Perchè forse non ho capito bene, ma tra le righe si legge che se ad essere esclusi fossero stati sinistra ecologia libertà di Vendola, o i radicali di Pannella, o magari la destra di Storace, da parlamento, media e financo dal capo dello stato si sarebbe levato un coro di "chissenefrega".
Però se si tratta del candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo e se è la più grande regione italiana, allora si può.
Cristallino: la legge è uguale per tutti, chi osa dubitarne?
Qualcuno ha usato la parola golpe o ha parlato di colpo di stato, certamente ci sono assonanze inquietanti col la concezione di oligarchia secondo Aristotele:
" l'oligarchia è una forma di governo "cattiva", non perché antidemocratica, ma perché quei pochi esercitano il potere indebitamente, o in quanto non ne hanno il diritto o in quanto lo fanno violando le leggi o, infine, in quanto lo esercitano favorendo gli interessi particolaristici a scapito di quelli della comunità ".
A prescindere da tutti i commenti o dalle interpretazioni, personalmente dopo questa vicenda non ho più paura che in Italia viga la legge del più forte. Ne sono sicuro.


ECONOMIA
3 marzo 2010
L'ipnopedia di Ferrovie dello Stato
Aldous Huxley nel suo capolavoro "il Mondo Nuovo" immaginava un futuro nel quale l'apprendimento delle nozioni basilari per lo stare in società fosse affidato all'opera dell' ipnopedia.Il funzionamento era semplice: la ripetizione ciclica, per diverse ore al giorno, di una frase o di una massima garantiva che il concetto entrasse acriticamente nella mente e nel "patrimonio culturale" del soggetto sottoposto a trattamento.
E in questo non c'è niente di magico, repetita iuvant dicevano già i latini. Di magico c'è invece che una volta tanto l'Italia riesca ad essere all'avanguardia e -addirittura!!- Trenitalia riesca ad essere in anticipo sui tempi. Se infatti Huxley immaginava l'ipnopedia nel lontano futuro del 632 dopo Ford (Henry), già nel 2010 dopo Cristo Ferrovie dello Stato obbliga i suoi utenti a sorbirsene dosi massicce e gratuite.
Chiunque abbia come me il dispiacere di dover passare diverse ore della sua settimana nella stazione di Genova Principe partecipa, volente o nolente, a una sessione intesiva di questa subdola forma di coercizione. Diversi schermi, corredati di striduli altoparlanti, hanno infestato da qualche mese a questa parte ogni antro della stazione e ripetono, in un ciclo continuo che ricomincia ogni 10 secondi, sempre le stesse immagini e gli stessi suoni.
Non vi parlo del piacere che può provare un pendolare nell'aspettare il suo treno, mentre tutt'intorno a lui si susseguono migliaia ripetizioni di una musichetta stupida inframezzata da una vocetta che ti consiglia o di scommettere, o di guardare un film, o di andar a spendere da qualche parte il tuo denaro. La cosa peggiore, e più irritante, sta ne fatto che mentre le immagini si possono "disinnescare" evitando di guardarle, per il refrain del sonoro non c'è niente da fare: è ineliminabile.
Se volete essere avanti, se volete assaggiare la modernità , accorrete dunque a Genova Principe, o in una delle altre Grandistazioni, a farvi una bella seduta di ipnopedia a dose libera. Venite a prender coscienza del livello di pervasività della pubblicità nel nostro tempo, nonchè del livello di stress a cui Ferrovie dello Stato sottopone gli utenti.
Ma fate in fretta. Ci sarà tempo solo fino a quando qualche associazione di pendolari, o il buon senso, o magari qualche viaggiatore vendicativo a cui hanno soppresso il treno, non ci libererà di questa ipnopedica angoscia quotidiana.


diritti
27 febbraio 2010
24 ore senza di noi
Il 1° marzo 2010 si terranno in tutta Italia (e non solo) manifestazioni per le "24 ore senza di noi", giornata di solidarietà ai migranti.
A Savona l'appuntamento sarà in piazza Sisto alle 15, mentre a Genova sarà alle 18 alla commenda di Pre.
A Milano si ritroveranno alle 18 in piazza Duomo e, fra gli altri, interverranno Dario Fo e Franca Rame.

sito francese: http://www.lajourneesansimmigres.org/fr/
sito italiano: http://www.primomarzo2010.it/
politica interna
19 febbraio 2010
Somiglianze
Si racconta, in talune serate conviviali dedicate alla memoria dei fatti, che un piccolo bel paese del mondo occidentale virò nell'arco di un breve periodo dalla libertà all'autoritarismo
I fatti avvennero nello spazio di pochi anni e solo una minoranza di quelli che li vissero riuscirono a metterli nella giusta prospettiva fin dall'inizio.
Solo a posteriori, analizzando come le libertà personali e collettive erano state minate giorno dopo giorno, anno dopo anno, fu chiarissimo che le peggiori previsioni iniziali erano andate avverandosi.



Proviamo ora, con l'ausilio di Wikipedia, a fare un gioco (anche se è un gioco triste, che non fa divertire).
Scriverò alcune frasi ricalcandole da una voce di quella enciclopedia e voi dovrete indovinare di che voce si tratta.

- venne formata una milizia a base volontaria, per migliorare la sicurezza dei cittadini;

- il partito visse soprattutto della volontà del suo capo, XXX, e si limitò a seguire alcuni principi di massima da lui indicati di volta in volta. Questo portò ad alimentare il culto della personalità, adoperando i mezzi di comunicazione di massa per trasmettere un ideale di uomo forte, deciso e risoluto: un fenomeno che ha preso il nome di "XXX-smo";

- il governo mirò principalmente ad aumentare i margini d'azione, e quindi di profitto, all'iniziativa privata. Vennero inoltre alleggerite le tasse sulle imprese, vennero privatizzati alcuni settori che erano monopolio dello di stato;

- vennero fondate "città nuove";

-  il regime conservò in vigore lo Statuto piegandolo però alle proprie esigenze

- il "principio del capo": prevede una concezione gerarchica e piramidale del mondo. Viene dunque esaltata l'obbedienza, anche cieca, irrazionale e totale


Certo, se questo non fosse un gioco ma fosse un metodo di ricerca, non si tratterebbe di un metodo accettabile scientificamente, dato che queste poche frasi sono ricalcate ed estrapolate da una intera pagina di Wikipedia (clicca per scoprire di che si tratta, se ancora hai il dubbio); d'altra parte avevo avvisato che si trattava di un gioco, ed ogni gioco ha le sue regole, in questo caso scelte arbitrariamente da me.
Questo gioco conduce solo ad una sola pagina di Wikipedia, ad un solo risultato: il fascismo. Però come mai tante somiglianze con qualcosa di più recente? Sarò io che sono pazzo? (come diceva O'Zulu) Sarà che qualche somiglianza l'hai trovata anche tu?
Ma non pensiamoci e guardiamoci Sanremo...

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6 febbraio 2010
L'appello del pdl ligure
Qualche giorno fa, mentre scorrevo distrattamente dei titoli di notizie su ivg, all'improvviso mi rianimo: la notizia è molto ghiotta, il PdL firma un appello sulla Edilizia in Liguria.
Il Pdl che firma un appello, ma ci pensate? Ne vengono in mente diversi possibili, come uno contro la costruzione di CPT in Liguria oppure, comprensibilissimo, uno per dire basta alla costruzione di questi enormi supermercati che ci rubano il poco spazio tra i monti e il mare.
Non si sa, è solo un appello. Allora con un click vado a leggermi l'articolo intero: non l'avessi mai fatto.
Io, evidentemente, sono rimasto a una di quelle categorie ottocentesche che vorrebbero gli "Appelli" una cosa seria, documentata e giusta, qualcosa come: sono anni che lotto per una buona causa ma forze sovverchianti mi hanno sempre ridotto al silenzio, perciò faccio appello a tutti voi ecc. ecc.
Ma evidentemente questo genere di cose non è più di moda.
L'appello segnala nientepopodimeno che la grave crisi del settore edilizio in Liguria.
Dunque i dati del vendutissimo libro "Il partito del cemento", uscito a metà 2008, sono già completamente sorpassati?
E quegli scheletri di metallo e cemento non sono edifici in costruzione? E le gru che spuntano ovunque? E le betoniere che si vedono scorrazzare dappertutto..?
A questo punto vorrei anch'io lanciare un appello ai politiCotti locali :evitate di sottoscrivere appelli, continuate a decidere nelle segrete stanze del potere. Eviterete di dimostrate quanto siete lontani dalla realtà.

Seguiranno aggiornamenti

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politica interna
2 febbraio 2010
Di Pietro: notizia incredibile
Vorrei che di questo paese lentamente declinante rimanessero almeno i passaggi fondamentali per capire, a posteriori, che cosa è successo esattamente e quando.
Oggi ad esempio è una data importante, da segnarsi sul calendario.
E' il giorno di una notizia inaudita, tutta racchiusa in una foto uscita fuori da qualche archivio segretissimo.
Ne parlano tutti i giornali e i tg, la foto documenta che

nel 1992 l'allora pm Antonio Di Pietro andava a cena con i carabinieri



A questa rivelazione l'opinione pubblica, già piuttosto turbata dalle bagasce e le minorenni del berlusca, barcolla e stringe i denti, tremendamente colpita.
La domanda è sulla bocca di tutti: dove andremo mai a finire?



Qui la cronaca della vicenda:
Corriere.it
8 luglio 2009
Greenpeace sale sulle ciminiere di Vado Ligure
8 luglio 2009: da questa mattina alle 4 un gruppetto d funambolici attivisti di Greenpeace staziona sulle ciminiere di Vado Ligure, ricamando su quelle tristi striscione bianche e rosse slogan contro il carbone e contro i cambiamenti climatici che l'utilizzo di questo combustibile comporta.
Le torri di fumo di Vado sono state scelte come bersaglio, insieme a quelle di altri 3 altrettanto sfortunati luoghi (le centrali di Brindisi, Marghera e Porto Tolle) per sensibilizzare l'opinione pubblica e quegli 8 imboscati là sul pericoli, per l'uomo e per l'ambiente, connessi al carbone, come ad ogni  altro combustibile fossile.

Who is Tirreno Power?
La Tirreno Power è quell'azienda che nei mesi scorsi ha commissionato una martellante campagna pubblicitaria (e martellante non sto a dirvi dove... però non solo all'uscita dell'autostrada, sulle cabine dell'autobus, sui quotidiani...)  che voleva far passare un messaggio tipo:Tirreno Power è uguale a più pauer e più ambiente e più soldi e più lavoro pe' tutti (mancava solo la "figa" e mi chiedo  onestamente il perchè questa reticenza? Che il pudore sia arrivato tutto in un colpo ai pubblicitari che stavano ideando la campagna?), contro ogni evidenza e ogni logica, ma si sà, la pubblicità mica deve riportar dei dati!
Ad esempio non sarebbe stato carino mettere vicino a "più pauer= più ambiente" quante migliaia di tonnellate di Co2 e quanti kg di arsenico ogni anno quelle due ciminiere buttano fuori.
O quanti casi d'asma la scienza correla a queste centrali.
O quanti tumori.
O quanti morti.
Glissiamo che è meglio (per loro).
L'azienda "delle 2 ciminere di cui una deve essere abbattuta" non voleva rassicurare e imbonire aggratis gli abitanti delle zone interessate dai suoi fumi, figuarsi! L'obbiettivo mal celato era di "ammorbidire" l'opinione della gente in vista delle polemiche che un suo "progettino" si sarebbe attirato: l'azienda "dei giardini posticci" infatti era ed è in  ballo per potenziare (ancora) la centrale, ovviamente (ancora) a carbone, in barba a tutte le delibere comunali che negli ultimi 20 anni hanno imposto la sospensione del utilizzo del carbone. Hai capito più pauer....

Morale della favola per Tirreno Power: invece di spendere cataste di denaro in pubblicità e aiuole, forse sarebbe stato meglio assumere un paio di vigilantes notturni. E togliere il carbone.

8 giugno 2009
Vado Viva vince le elezioni a Vado Ligure!!!
Io non sono un giornalista, immagino lo sappiate. Quindi non pretendete nulla da me, non saprei come raccontarvi il lieto evento.
Non riuscirei a raccontarvi abbastanza bene del boato che, in una via Gramsci invasa dai vadesi, ha accolto la notizia tanto attesa: Attilio Caviglia è stato eletto sindaco di Vado.
Non riuscirei a spiegarvi quanto importanti e significativi siano quei 200 voti di vantaggio sulla candidata del Pd, Monica Giuliano, quella Monica Giuliano che si era autoproclamata "la Sindaco di tutti" e che per esserlo non aveva saputo far altro che mettere in campo manifesti pubblicitari e benedizioni nobili, non ultima quella di Giovanna Melandri. (Fassino, bontà sua, si è dato alla macchia pur di non fare figure come questa).

La signora Giuliano aveva tutto (..soprattutto i soldi per una campagna elettorale in grande stile) ma mancava di occhi, orecchie e cuore abbastanza sensibili da capire i vadesi che si era convinta di poter rappresentare.

Posso però dirvi chi sono: sono un cittadino, un elettore, un vadese, questa sera particolarmente fiero di esserlo.

ABBIAMO VINTO!  Contro il muro di gomma di chi indice le consultazioni e poi non le rispetta; contro chi vedeva Vado come un parcheggio, preferibilmente di container; contro i tanti soldi delle grandi aziende che lasciano gli spiccioli, le elemosina, le mance, sul territorio. Abbiamo vinto contro i poteri forti, contro chi ci crede ingenui agnelli sacrificali, contro gli insaziabili Nosferatu che vogliono succhiare la linfa vitale del nostro territorio.

Abbiamo vinto perché siamo stati tanti, attenti, informati e appassionati.
Abbiamo vinto perché ci siamo trovati d'accordo che Vado non può finire asfissiata dalla Tirreno Power e imprigionata dal piattaforma Maersk.Abbiamo vinto perché sono più di 10 anni che qualcuno, a partire dal comitato Vado Vuole Vivere e dalla lista civica Vivere Vado ( presentata 5 anni fa con Franca Guelfi come candidato sindaco), pensa con la propria testa, pone domande, fa obiezioni, chiede chiarimenti.

Abbiamo vinto perchè noi abitiamo a Vado, e viviamo Vado, e crediamo nelle potenzialità di vado e dei vadesi.
Vado ha vinto! Vado Viva e Viva Vado.
7 giugno 2009
Elezioni Europee 2009
Ora - a seggi già aperti- solo ora vi faccio la mia dichiarazione di voto per le Europee 2009.

...

Anzi no. Preferisco darvi solo qualche indizio, passandovi testualmente un'accorata lettera che ho trovato in un giornale.
Lettera commovente. Forse v'aiuterà a decidere, se siete indecisi. O vi darà una Speranza.
O forse concorrerà a metabolizzare l'incazzatura di vivere in mezzo agli italiani. Chissà.


Lettera di papi Berlusconi agli italiani:

"Cara amica, caro amico,
a un anno dalle ultime elezioni politiche ci troviamo a dover affrontare una breve ma decisiva campagna elettorale. In poche settimane i comunisti sono riusciti nel record negativo di infangare con la menzogna la mia reputazione, costruita con fatica in 50 anni di duro lavoro con l'aiuto dell'avvocato Cesare Previti e del bibliofilo Marcello Dell'Utri. L'ingiusta condanna per corruzione di Mills, che io non ho mai conosciuto, da parte della toga rossa Gandus, e la mia presunta frequentazione con una minorenne di nome Noemi, ragazza di buona famiglia e illibata come ha dichiarato il padre Benedetto Letizia, sono uno scandalo. L'immagine del nostro Paese all'estero è
stata gravemente danneggiata per colpa della magistratura deviata e della sinistra.
Per riparare al danno è necessario dare maggiori poteri all'esecutivo e limitare lo strapotere della magistratura e questo sarà un mio preciso e urgente dovere.
Il voto degli elettori alle prossime elezioni europee confermerà la bontà delle scelte del mio Governo: dai termovalorizzatori,alle discariche, alle centrali nucleari, al ponte di Messina, alla designazione dei ministri Carfagna e Brambilla.La sinistra, in questo veramente staliniana, ha accusato il sottoscritto di aver voluto sfuggire al giudizio della magistratura con il Lodo Alfano.
Nulla dipiù falso. Il Lodo Alfano è stato concepito nell'interesse degli italiani, per garantire alle prime quattro cariche dello Stato, e non solo al Presidente del Consiglio, la giusta serenità nell'esercizio delle loro funzioni per la durata del mandato.
In Italia l'informazione è nelle mani della sinistra, per questo Ti chiedo di diffondere questo volantino e di illustrarne i contenuti ai tuoi amici e congiunti.
Sto elaborando in questi giorni un vero e proprio Albo dei difensori della libertà di informazione.
Ne fanno parte, tra gli altri, Belpietro, Rossella, Riotta, Giordano,Mimun e Fede.
Ti prego pertanto di contattare il tuo coordinamento comunale, quello provinciale o direttamente gli uffici di Milano e Roma per metterti in contatto con loro.
Nel caso Tu sia una ragazza maggiorenne e di bella presenza puoi inviare il tuo book unitamente al numero di cellulare.Ci attende una sfida importante, una partita decisiva per le sorti del nostro
Paese, delle nostre famiglie e dei nostri figli. E’ giunto il momento che anche Tu
scenda in campo per salvaguardare l’Italia da una dissennata gestione e da un futuro illiberale.Un forte abbraccio ed un ringraziamento di cuore,
tuo papi,


Silvio Berlusconi



fonte: Lettera elettorale di
Berlusconi
Muro del pianto
"La settimana" vol 4 n22
http://www.beppegrillo.it/magazine.php 

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permalink | inviato da Dedaf99 il 7/6/2009 alle 3:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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